domenica 12 ottobre 2008

milano

la dimensione senza tempo dei cortili interni intravisti dai cancelli in ferro battuto, palazzi in stile liberty sovrastati da cupole maestose, le guglie stalagmitiche del Duomo, i viali alberati di via Vincenzo Monti, i tram di inizio secolo con i sedili a panchina di legno lucido e le lampade dalla luce fioca che illuminano le etichette con scritto "vietato sputare" e "riservato agli invalidi e ai mutilati di guerra", i negozi da barbiere degli anni '50 con le poltrone girevoli, il tiburio di Santa Maria delle Grazie quando si staglia contro il cielo cobalto delle 7 del mattino, lo storico Bar Zucca, i giardini di via Palestro, i giochi di luce dorata della fontana di piazza Fontana, la cupa e aracnica Torre Velasca che sembra dominare la città, l'insegna rossa al neon dell'Hotel Rio di via Mazzini, il soffitto ad arco della galleria Vittorio Emanuele, la quiete raccolta di piazza Sant'Alessandro e l'eleganza popolare di piazza Santo Stefano, la signorina dattilografa della Kores sul tetto dei palazzi che si affacciano su Piazza Duomo. che ora non c'è più.

Ritorni

10 ottobre. E' passato un mese. Da che ho pubblicato il mio ultimo post.
Non è pigrizia. La solita scusa che per scrivere bisogna avere tempo è vera solo a metà. Bisogna piuttosto avere lo spazio mentale, essere nel "mood giusto".
Ho avuto un settembre un po' ombroso, a rilento e non mi sono mai trovata nello spirito giusto per raccontare qualcosa.
Anche perchè, e forse questo è il vero motivo, finchè ero a NY, ho raccontato e descritto i newyorkesi, il loro modo di vivere, di essere. Qui, adesso, scrivendo, racconto di me. E la cosa, per quanto si possa esprimere in uno stile narrativo impersonale o fantasioso, rimane pur sempre autobiografica.
Neanche stasera credo di essere nel mood giusto.
Ma dopo un settembre freddo e annoiato è arrivato un ottobre caldo e luminoso, una nuova primavera, più dolce e matura.