Stamattina sono andata ad Harlem per assistere ad una funzione. Le messe di harlem sono infatti note perche' accompagante da cori (a volte anche gospel) che fanno venire i brividi. tipo sister act, per intenderci!
Inoltre morivo dalla voglia di sentire il reverendo della chiesa esclamare: "Sissssster!!!! You have to thank the Loooooord!!! Hey, man! Let's pray tooogether!" mi ci vedevo gia' a battere le mani con tutta la platea o ad ondeggiare in un grande mare di braccia congiunte al ritmo della musica nera. Oh yeah!
Beh, ho assistito a tutt'altro spettacolo. Ad uno spettacolo terrificante.
Generalmente le messe iniziano alle 11. Sono arrivata in questa chiesa ( che e' una delle piu' popolari perche' e' celebrata da uno dei reverendi piu' stimati in tutto il quartiere) intorno alle 10.20
e la funzione era gia' iniziata.
Ho chiesto ad una signora nera, vestita di viola, dove i turisti potevano sedersi.
Mi ha indicato un banco poco piu' avanti. Faccio per avviarmi quando mi agguanta per un braccio con la forza di un'aquila, tanto che l'ho guardata con aria interrogativa sgranando gli occhi.
"Dopo che il reverendo abbia finito di parlare".
Comprensibile. Cosi ho atteso. Ci siamo sedute assieme nel banco che aveva indicato prima.
Poi, hanno cominciato ad arrivare le orde di popoli. Il popolo dei turisti. Popolo inetto, stupido alla ricerca spasmodica e sciacalla di avvenimenti caratteristici da fotografare.
Sono entrati a frotte, facendo un baccano imbarazzante, tutti esaltati econ un sorriso da pirla stampato in faccia. Degli ebeti.
E da li' e' stato un continuo ed aberrante flash di macchine fotografiche, riprese con telecamere e i cellulari per tutto il tempo della messa. Il reverendo l'ha pure chiesto durante il sermone: "vi diamo il benvenutoin questa chiesa e in questa comunita' e vi chiediamo di spegnere i cellulari, le macchine fotografiche, di chiudere il mondo fuori e di ascoltare la parola del Signore".
Mentre una cretina nel banco davanti a me leggeva la guida turistica e il suo fidanzato studiava la cartina della metro. Altri chiacchieravano (ma non vedo il coro! dove e' il coro!? e come mai alcuni sono vestiti di bianco e altri di nero? vorra' pur dire qualcosa, no?").
Per non parlare di quelli che sono entrati in canotta e calzoncini corti ed era scritto ovunque di venire coperti.
Ne ho visti 4 entrare in chiesa tutti ruminando un chewing gum e hanno continuato per tutto il tempo della funzione.
Poi hanno avuto inizio gli inni e i canti e li' e' stato lo sfacelo totale.
Gente che si sporgeva dal loggione superiore per vedere meglio e filmare meglio.
E applaudivano al termine di ogni canto. Non lo capiscono che non e' uno spettacoloooo?!? Che questa gente non e' qui per esibirsi ma il canto e' una preghieraaaa?!?!
Non ce la facevo piu'. Ero costernata.
Ho visto un signore nel banco davanti a me che metteva a fuoco la macchina fotografica. L'ho praticamente strattonato per la manica della camicia. Avra' avuto 60 anni e mi guardava come un bambino di 4 a cui avevano rubato il pallone dalla mano.
Riuscire a seguire la messa, a cogliere il fascino e il raccoglimento di questo modo cosi' suggestivo e sentito di pregare e' stato praticamente impossibile.
"How can you stand all of this? Come potete sopportare tutto questo?", ho chiesto alla signora vestita in viola accanto a me.
E lei ha fatto cenno di si' con la testa, amaramente.
E ci metto dentro tutti, francesi, spagnoli per non parlare degli italiani, tedeschi. Tutti quanti. Ma faremmo cosi' noi nelle nostre chiese? Accetteremmo che altri si comportassero cosi nelle nostre?!?!
E poi, finita la serie di canti, hanno cominciato ad uscire con i loro zainoni, facendo alzare tutti...un casino.
Ho detto alla signora che mi dispiaceva. che mi dispiaceva tanto. Non mi sono mai vergognata tanto di essere bianca. E Dio solo sa quanto in quel momento avrei voluto essere nera. Ma non si tratta del colore della pelle, ne' della nazionalita'. Si tratta di educazione e di rispetto.
E si tratta di essere viaggiatori e non turisti.